Quanto è l’IVA sulle inferriate? Entra e scoprilo
🗓 Aggiornato: 24 Aprile 2026
Installare inferriate di sicurezza conviene fiscalmente su due fronti distinti: l’IVA agevolata che riduce il costo in fattura, e la detrazione IRPEF che permette di recuperare una parte significativa della spesa nelle dichiarazioni dei redditi successive.
In questo articolo ci concentriamo sull’IVA: quanto è, quando si applica l’aliquota ridotta, e quali sono le condizioni da rispettare per non perderla.

📌 Punti chiave
- Le inferriate non sono “beni significativi” ai fini IVA (Circolare AdE 15/E 2018): questo significa che l’IVA al 10% si applica sull’intera fornitura+posa senza le complicazioni che riguardano gli infissi
- IVA al 10%: si applica quando fornitura e posa in opera sono affidate allo stesso installatore con un unico contratto, su immobili residenziali
- IVA al 22%: si applica se acquisti solo le inferriate senza installazione, o se l’immobile è commerciale/industriale
- IVA al 4%: solo per prima casa in costruzione, ampliamento o completamento — non per ristrutturazione
- IVA agevolata e detrazione IRPEF del 50% sono cumulative: si possono ottenere entrambe sullo stesso intervento
- Dal 2024 cessione del credito e sconto in fattura non sono più disponibili per le singole unità abitative: la detrazione si recupera solo come IRPEF in 10 rate
Indice
- 1.Inferriate e Bonus Sicurezza 2026
- 2.Cessione del credito e sconto in fattura: cosa è cambiato
- 3.IVA inferriate: come viene calcolata in fattura?
- 4.FAQ — Domande frequenti sull’IVA delle inferriate
Inferriate e Bonus Sicurezza 2026
L’acquisto e l’installazione delle inferriate di sicurezza rientra nel Bonus Sicurezza 2026 (art. 16-bis del TUIR), confermato dalla Legge di Bilancio 2026 (L. n. 199/2025).
Detrazione IRPEF in vigore fino al 31 dicembre 2026:
- 50% di detrazione IRPEF per la prima casa / abitazione principale
- 36% per seconde case e altri immobili residenziali
- Spesa massima detraibile: 96.000€ per unità immobiliare
- Rimborso in 10 rate annuali nella dichiarazione dei redditi (modello 730 o Redditi PF)
Per ottenere la detrazione fiscale ai fini IRPEF è sufficiente compilare il modello 730, indicando la cifra del totale pagato.
Il pagamento deve avvenire con strumenti tracciabili. In particolare:
- Bonifico parlante (bancario o postale) con causale “art. 16-bis TUIR — interventi sicurezza”, codice fiscale del beneficiario della detrazione e P.IVA/CF dell’installatore
- Carta di credito o debito — accettata dal 2026 come alternativa al bonifico (novità Legge Bilancio 2026)
- Il pagamento in contanti non è mai valido ai fini della detrazione
Possono usufruire della detrazione tutti i contribuenti soggetti a IRPEF che sostengono la spesa: non solo i proprietari, ma anche titolari di diritti reali di godimento, inquilini, comodatari e familiari conviventi del proprietario.
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Cessione del credito e sconto in fattura: cosa è cambiato
Fino al 2023 era possibile, in alcuni casi, cedere il credito fiscale a una banca o ottenere lo sconto direttamente in fattura anziché recuperare la detrazione in 10 anni. Molte persone cercano ancora questa opzione — è importante sapere che non è più disponibile.
L’unico modo per beneficiare della detrazione è recuperarla come detrazione IRPEF in 10 rate annuali nella dichiarazione dei redditi.
Fanno eccezione solo alcune situazioni specifiche:
- Interventi sulle parti comuni condominiali: per questi la cessione del credito e lo sconto in fattura sono ancora possibili in alcuni casi — valutare con un commercialista
- Interventi per soggetti in condizioni di disagio economico (ISEE inferiore a 15.000€) in determinati contesti
Per la grande maggioranza dei privati che installano inferriate sulla propria abitazione, il percorso è quindi: paghi l’intera fattura → recuperi il 50% in 10 anni nella dichiarazione dei redditi.
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IVA inferriate: come viene calcolata in fattura?
Acquistare inferriate significa mettere in sicurezza la propria abitazione. Lo Stato, a tal proposito, permette solo agli interventi su fabbricati ad uso prevalente privato di usufruire di un’agevolazione fiscale che corrisponde a un risparmio sull’IVA da pagare durante il loro acquisto.
Un elemento importante da conoscere: l’Agenzia delle Entrate con la Circolare 15/E del 2018 ha chiarito che le inferriate e le grate di sicurezza non sono “beni significativi”. Questo è un vantaggio concreto rispetto agli infissi (che invece lo sono): significa che il calcolo dell’IVA è più semplice e favorevole.
Ma bisogna fare dei distinguo, e sicuramente attraverso degli esempi risulterà più semplice.
Ipotizziamo che il Signor Rossi paghi 10.000 euro così ripartiti:
- 6.000 euro per gli infissi (bene significativo)
- 2.000 euro per le inferriate (non bene significativo)
- 2.000 euro per la manodopera
L’IVA agevolata al 10% si applicherà su manodopera e inferriate (quindi 2.000 + 2.000 = 4.000) e sull’imponibile degli infissi fino allo stesso importo di manodopera e inferriate (quindi altri 4.000).
Per cui, su 8.000 euro l’IVA sarà calcolata al 10%, e sui restanti 2.000 sarà al 22%.
💡 Esempio più comune — solo inferriate (senza infissi)
| Inferriate classe 3 (3 finestre + 1 portafinestra) | 2.800€ |
| Posa in opera | 400€ |
| Totale imponibile | 3.200€ |
| IVA al 10% (inferriate non sono beni significativi) | 320€ |
| Totale fattura | 3.520€ |
| Detrazione IRPEF 50% (prima casa) in 10 anni | − 1.760€ |
| Costo netto effettivo | 1.760€ |
Questo perché la Circolare 15/E puntualizza che le inferriate non hanno autonomia funzionale rispetto agli infissi esterni e/o interni dell’abitazione, ma sono ricomprese nel valore della prestazione di servizio soggetta a IVA con applicazione dell’aliquota nella misura del 10%.
Nota bene: è possibile ottenere l’applicazione dell’IVA agevolata 10% SOLO per le forniture comprensive di posa in opera, per cui solo acquistando le inferriate unitamente al servizio di posa in opera (ad esempio rivolgendosi direttamente a un installatore specializzato).
Facciamo un altro esempio. Il Signor Bianchi ha in corso una ristrutturazione edilizia (manutenzione straordinaria con regolare denuncia di inizio attività). Può richiedere l’IVA ridotta al 10% presentando prima dell’acquisto delle inferriate una dichiarazione scritta. Tuttavia, se l’immobile che sta restaurando figura come prima casa in costruzione o ampliamento, ha diritto all’IVA agevolata al 4%.
In particolare, gli interventi edilizi “agevolati” per i quali è prevista l’applicazione dell’aliquota al 4% comprendono:
- nuove costruzioni non di lusso qualora il committente abbia i requisiti di prima casa
- lavori di ampliamento per casa non di lusso sempreché il committente possieda i requisiti “prima casa”
- completamento costruzione casa non di lusso — se il committente possiede i requisiti “prima casa”
- costruzioni fabbricati rurali ad uso abitativo (se ricorrono le condizioni previste dall’art. 9, D.L. 557/1993)
- costruzione casa non di lusso, se il committente è un’impresa che effettua la costruzione per la successiva vendita
Basterà quindi comunicarci in fase di preventivo per l’installazione delle grate se si tratta di intervento sulla prima casa o meno, e noi calcoleremo anche l’esatta aliquota dell’IVA sulle inferriate. In questo modo la nostra stima di costo sarà ancora più veritiera.
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FAQ — Domande frequenti sull’IVA delle inferriate
❓ FAQ — IVA inferriate e grate di sicurezza
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